L’uomo fuori di sé offre una ricognizione teorico-critica del pensiero di Mario Costa (1936-2023), in cui l’eredità del suo mai interrotto lavoro di teorico d’assalto, di organizzatore coltissimo e di grande innovatore nel campo degli studi estetologici, trova una sua prima storicizzazione. Il volume ci presenta Mario Costa come autentico apripista, forte di una personalissima idea teorica che sovente dovette scontrarsi col conformismo accademico, a principiare da uno dei suoi primi lavori di saggistica, Sulle funzioni della critica d’arte (del 1976) – un feroce assalto al sistema dell’arte e ai suoi critici – per poi continuare a indagare l’orizzonte tellurico della tecnologia in rapporto all’arte (Il sublime tecnologico; Dimenticare l’arte; Internet e globalizzazione estetica; La disumanizzazione tecnologica; Dopo la tecnica).
Saggi di Alfonso Amendola, Roberto Barbanti, Mario Costa, Vincenzo Cuomo, Fabio Galadini, Dario Giugliano, Stefano Taccone; con un “ricordo” di Fred Forest.